Ovvero tagliare tutto.
Ad un'attenta analisi mi sono accorta che le persone si dividono in due categorie: chi lascia e chi tiene.
C'è chi cambiando lavoro resta in contatto coi colleghi.
Chi finita la scuola non perde d'occhio i compagni di classe.
C'è chi accumula vestiti, colori e trend. Chi cambia passioni su passioni e di ognuna conserva qualcosa.
Chi alla fine si ritrova ad avere una casa zeppa di piccoli tesori, ognuno legato a qualcosa.
Io tento di fare l'esatto opposto. Via tutto.
Già da anni incalcolabili ho rinunciato ai colori. Vesto solo di nero.
Ho rinunciato ad altro. Alla carne. Al pesce. Alla cocacola. Al fare finta di avere amicizie.
Alle menzogne di comodo. Ho buttato le televisioni. De-sintonizzato tutte le radio.
Ho tentato di rinunciare ai saldi, ai piccoli acquisti che ti fanno sentire meglio. Alle caramelle, sebbene io lavori di fianco alla Lindt [TRAGEDIA].
Come protesta verso tutto, ho rinunciato al correttore. Ai tacchi tutti i giorni.
Ho tolto quasi tutti i quadri dai muri a casa. Buttato scatoloni di soprammobili. Incalcolabili vasi e relative piante.
Mi sono arrampicata sulla scala, ho annodato le tende. Distrutto ogni bicchiere che non aveva compagno.
[appena avrò qualche finanza via anche coperte e lenzuola, voglio tutto monocromo]
Come ultimo gesto catartico via anche 20 centimetri di riccioli rossi.
L'ultimo scoglio sarà mettere mano al guardaroba. Buttare tutto.
Quanto bisogna tagliare, potare, affilare e decimare per sentirsi finalmente VUOTI dentro?
Chi alla fine si ritrova ad avere una casa zeppa di piccoli tesori, ognuno legato a qualcosa.
Io tento di fare l'esatto opposto. Via tutto.
Già da anni incalcolabili ho rinunciato ai colori. Vesto solo di nero.
Ho rinunciato ad altro. Alla carne. Al pesce. Alla cocacola. Al fare finta di avere amicizie.
Alle menzogne di comodo. Ho buttato le televisioni. De-sintonizzato tutte le radio.
Ho tentato di rinunciare ai saldi, ai piccoli acquisti che ti fanno sentire meglio. Alle caramelle, sebbene io lavori di fianco alla Lindt [TRAGEDIA].
Come protesta verso tutto, ho rinunciato al correttore. Ai tacchi tutti i giorni.
Ho tolto quasi tutti i quadri dai muri a casa. Buttato scatoloni di soprammobili. Incalcolabili vasi e relative piante.
Mi sono arrampicata sulla scala, ho annodato le tende. Distrutto ogni bicchiere che non aveva compagno.
[appena avrò qualche finanza via anche coperte e lenzuola, voglio tutto monocromo]
Come ultimo gesto catartico via anche 20 centimetri di riccioli rossi.
L'ultimo scoglio sarà mettere mano al guardaroba. Buttare tutto.
Quanto bisogna tagliare, potare, affilare e decimare per sentirsi finalmente VUOTI dentro?
con l'ultimo trasloco mi sono resa conto quante cose INUTILI ho, dai vestiti, ai trucchi, ai soprammobili, agli accessori.. centinaia di cianfrusaglie inutili che ho lasciato in Italia perché in macchina non ci stavano. Eppure vivo benissimo anche con queste cose, che sono il minimo indispensabile.
RispondiEliminaAd alcune cose faccio davvero fatica a rinunciare, non sarei mai in grado di essere minumale, mi vedi come sono? basta guardare il colore dei miei vestiti, dei capelli, i tatuaggi... la parola minimale non mi si addice proprio. Però vorrei tanto limitarmi a comprare ancora cose inutili, visto che già ne ho tante!
:-)